Mantegna, Madonna
La tempera su tela di Andrea Mantegna

Al museo Civico di Viterbo un'opera di Andrea Mantegna concessa dalla National Gallery di Londra

Al Museo civico di Viterbo (piazza Crispi) è esposta fino al 25 giugno 2017 la tempera su tela di Andrea Mantegna "Madonna col Bambino, tra San Giovanni Battista e Maria Maddalena" (cm 139,1x116,8), databile al 1500 circa e conservata nella National Gallery di Londra.

 

Il prestito dell'opera è stata garantito dalla National grazie alla "La Pietà" di Sebastiano Del Piombo, concessa dallla Città dei Papi per la mostra "Sebastiano&Michelangelo" che si tiene nella struttura della capitale inglese fino al 25 giugno.

 

La datazione tarda dell'opera si basa su alcuni elementi compositivi, tecnici e stilistici. La quinta multipla di piante di agrumi ricorda quella analoga della Pala Trivulzio (1497), mentre il capriccioso incresparsi dei panneggi dal taglio metallico riecheggia altre opere della fase tarda dell'artista, come la Madonna della Vittoria (1497) o i monocromi come l'Introduzione del culto di Cibele a Roma (1505-1506).

 

Maria è seduta su un trono con un alto baldacchino drappeggiato di rosso, col Bambino in piedi sulle ginocchia. Come di consueto i loro sguardi non si incrociano, ma nei loro gesti si trasmette un senso di intima familiarità.

 

A sinistra si vede san Giovanni Battista, riconoscibile dalla tipica pelliccia da eremita nel deserto, il bastone con la croce e il cartiglio, che reca il ("Ecco l'Agnello di Dio, ecco chi toglie i peccati dal mondo"), mentre sul retro, in caratteri minuti, si trova la firma dell'artista (Andreas Mantinia C.P.F…: F sta forse per "fecit", mentre C e P ricordano forse il suo titolo di Conte Palatino, ottenuto nel 1469). A destra si riconosce la Maddalena, con l'ampolla degli unguenti. L'opera è caratterizzata da colori vivaci e accesi, che si trovano raramente in altri lavori dell'artista.

 

L'opera di Mantegna - che esce per la prima volta dai confini del Regno Unito -  è stata collocata nel Museo, in fondo alla Pinacoteca, vicino alla sala Rinascimento alla quale si accede dopo aver superato la sala 6 (Medioevo) e la sala 7 (Sebastiano del Piombo).

 

Fonte e info: www.visit.viterbo.it/pagine/museo-civico


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Scheda:


Andrea Mantegna (Isola di Carturo, 1431 – Mantova, 13 settembre 1506) pittore e incisore italiano, distintosi nel panorama artistico per la perfetta impaginazione spaziale, il gusto per il disegno nettamente delineato e per la forma monumentale delle figure, si formò nella bottega padovana dello Squarcione, dove maturò il gusto per la citazione archeologica. Venne a contatto con le novità dei toscani di passaggio in città quali Filippo Lippi, Paolo Uccello, Andrea del Castagno e, soprattutto, Donatello, dai quali imparò una precisa applicazione della prospettiva.

 

Il contatto con le opere di Piero della Francesca, avvenuto a Ferrara, marcò ancora di più i suoi risultati sullo studio prospettico tanto da raggiungere livelli "illusionistici", che saranno tipici di tutta la pittura nord-italiana. Sempre a Ferrara, poté conoscere il patetismo delle opere di Rogier van der Weyden rintracciabile nella sua pittura devozionale; attraverso la conoscenza delle opere di Giovanni Bellini, di cui sposò la sorella Nicolosia, le forme dei suoi personaggi si addolcirono, senza perdere monumentalità, e vennero inserite in scenografie più ariose. Costante in tutta la sua produzione fu il dialogo con la statuaria, sia coeva sia classica. Mantegna fu il primo grande "classicista" della pittura. La sua arte può essere definita un rilevante esempio di classicismo archeologico. (Fonte: Wikipedia)

 


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(giovedì 16 marzo 2017)


a cura dell'Ufficio relazioni con il pubblico, urp@provincia.viterbo.it

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