N. 1 - novembre 1985

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Pubblicazione periodica semestrale del ccbc della Provincia di Viterbo

 

N. 1 - novembre 1985


copertina Informazioni n. 1 2005

Informazioni

 

Supplemento al periodico
"Viterbo la Provincia"

novembre '85

 

Segreteria di redazione
D.  Stoppacciaro

 

Stampa
Union Printing spa - Viterbo

 

Autorizzazione del Tribunale di Viterbo del 9 febbraio 1979,
n. 232 Registro Stampa

Sommario

 

Centro di catalogazione provinciale: una realtà che diventa progetto
Ezio Mitchell

Presentazione del Centro di Catalogazione dei Beni Culturali, una realtà che dal 1978 opera con indagini, rilievi e interventi sul territorio provinciale nel settore antropologico, storico-artistico, paleontologico e geopetrografico. Cura anche la acquisizione e produzione di materiale documentario sui beni culturali della Provincia. Costituisce il punto di riferimento per la promozione ed il coordinamento delle attività tendenti a sviluppare la conoscenza dei beni culturali, sia nel favorire la crescita culturale della popolazione, sia in funzione della programmazione socioeconomica e della pianificazione territoriale.

 

Statuto del centro di catalogazione dei beni culturali della Provincia di Viterbo

Lo Statuto fissa in 6 articoli le peculiarità del CCBC, gli obiettivi e gli scopi, gli indirizzi scientifici, i servizi tecnico-professionali e gli uffici nei quali si identificano, la struttura ed il piano economico.

 

1881: un osservatorio metereologico e sismologico a Viterbo
Graziano Cerica, Carlo Prugnoli, Maria Rita Sforza

Breve excursus storico del complesso architettonico attuale sede del ccbc e di alcuni assessorati dell'Amm.ne Prov.le in Piazza Mario Fani.
Il 25 agosto 1526 inizia la composizione della complessa struttura architettonica che deriva da un successivo agglomerarsi di cellule costruttive di diversa origine e concezione utilizzativa.
L'analisi si sofferma sull'Osservatorio Meteorologico allestito in alcuni locali ricavati dalla chiusura di una parte del loggiato dell'ampio sottotetto di un'ala del palazzo nel 1881.
Un opuscolo pubblicato per l'inaugurazione permette al lettore di muoversi all'interno dei locali dell'Osservatorio tra le numerose attrezzature dove figurano anche strumenti per il rilevamento sismografico.

 

Interventi sugli archivi storici nella Provincia di Viterbo
Rita Cosma, Maria Emilia Naglia, Cecilia Patrizi

Presentazione di un piano di lavoro sul censimento degli archivi del viterbese, operazione semplice per un archivio ordinato, ma di estrema complessità per quelli non ordinati o in stato di abbandono. L'esempio di schedatura riportato è relativo all'archivio storico comunale di Tarquinia.

 

"Il riuso dei castelli" - contributo di informazione del centro di catalogazione dei beni culturali della Provincia di Viterbo
Manuela Morera

Intervento dell'Assessore alla Cultura della Provincia di Viterbo al convegno "Il riuso dei castelli. Esperienze e proposte", Tarquinia, 8/9/10 giugno 1984. Presentazione del Centro di Catalogazione, come Istituto centrale al contempo promotore e indagatore sulle esigenze ed esistenze del patrimonio culturale nella provincia.

 

Contributo allo studio di fattibilità della direttrice viaria Civitacastellana -Viterbo
Chiara Morselli, Simonetta Stopponi

Finalità, metodo e contenuti dello studio di fattibilità sul territorio, realizzato dal ccbc, di un'ipotetica direttrice viaria da Civita Castellana a Viterbo. Creazione quindi di un quadro aggiornato della situazione del patrimonio storico e della sua analisi critica , adozione di una scheda di ricognizione per registrare in modo omogeneo fattori di natura non strettamente storico-archeologica, utilizzazione per l'indagine e la localizzazione delle emergenze delle tavolette IGM (1:25.000) e delle Mappe Catastali (1:2.000), integrate con i valori altimetrici necessari per la lettura della configurazione orografica dei siti. Dati stratigrafici, geopetrografici, vulcanologici e utilizzazione agricola del suolo formalizzati in cartografie specifiche di dettaglio in scala 1:25.000.

 

I canti processionali di tradizione orale a Latera
Pier Giuseppe Arcangeli

Localizzazione di Latera nella provincia di Viterbo e brevi note storiche.
Analisi della processione del Cristo Morto che si tiene la sera del Venerdì Santo, anticipata da veglie cantate nella notte fra giovedì e venerdì. La processione nasce all'inizio del XVII secolo per iniziativa della confraternita della Misericordia ma attualmente partecipano soltanto le confraternite del SS. Sacramento e della Madonna alternandosi nel canto del Christus, dello Stabat Mater e del Miserere, preziose "reliquie" di forme polivocali paraliturgiche di tradizione orale. Canti processionali-penitenziali estranei sia all'ambito musicale della tradizione orale contadina sia alla tradizione liturgica ufficiale con cui condividono soltanto "l'occasione" devozionale. Insoluto al momento il problema del riferimento storico-musicologico di queste forme di canto e della loro genesi.

 

Tradizioni orali a Bomarzo
dalla prefazione di Riccardo Bassani

Presentazione della raccolta di "documenti" della tradizione popolare, proverbi, wellerismi, blasoni, onomatopee, indovinelli, filastrocche, preghiere, giochi, racconti di streghe, registrati nel 1978/79 nel territorio del Comune di Bomarzo.

 

Indagine conoscitiva relativa all'area interessata dal progetto della diga di ponte S. Pietro sul fiume Fiora
SezioneMonumenti, Sezione Paleontologia, Sezione Topografica e Archeologica

Riesame del progetto commissionato negli anni '70 dall'ERSAL per la costruzione di un serbatoio idrico sul fiume Fiora, all'altezza di ponte S. Pietro per risolvere il problema dell'irrigazione della Maremma tosco-laziale. Il lavoro svolto dal Centro di Catalogazione in vista dei lavori della Conferenza Economica Provinciale 1985 ha messo in luce alcuni elementi trascurati dai progettisti nei tre ambito nei quali si è sviluppata la ricerca: paleontologia, archeologia, insediamenti medievali e rinascimentali

 

Lago di Mezzano: ipotesi per un metodo diverso di intervento
Lucia Clara Pacini

 L'intervento del Centro di Catalogazione con le sezioni Geopetrografia e Paleontologia nell'area del lago di Mezzano si può definire un momento di sperimentazione di un metodo di intervento diverso non tanto per la proficua collaborazione con la Soprintendenza per l'Etruria meridionale, con il Comune di Valentano o con il Laboratorio di Restauro dell'Amm.ne Prov.le quanto per la creazione di un sistema preciso di riferimento e di lavoro per la ricerca. La costituzione di un "sistema aperto" ha permesso inoltre di riportare i risultati della ricerca al pubblico e di renderlo partecipe delle metodologie della raccolta ampliando anche i temi della ricerca a nuovi progetti.

 

Ricostruzione storico vulcanologica del Lago di Mezzano
Bruno di Sabatino, Claudio D'Ambrosi, Novella Brizi

Ricerca geopetrografica del settore Scienze della Terra del CCBC nella zona che interessa l'area del lago di Mezzano con approfondimenti di molteplici aspetti: la formazione e la vita del bacino imbrifero e del lago, la sua evoluzione, il susseguirsi dell'attività vulcanica e sedimentaria, la formazione dei litotipi osservabili in loco.
L'approccio per la ricostruzione delle diverse tappe che hanno condotto alla formazione dell'attuale lago di Mezzano è quello "storico-vulcanologico".

 

L'attività della sezione biblioteche del Centro di Catalogazione dei Beni Culturali
Pia Scambelluri

La sezione Biblioteche del ccbc ha competenze istituzionali per la ricerca bibliografica e per la ricerca storica. La biblioteca è uniforme ai metodi di descrizione bibliografica vigenti nelle biblioteche statali per rendere possibile lo scambio di informazioni con altre istituzioni bibliografiche e in particolare per quel che riguarda le operazioni tecnico-amministrative relative alla sistemazione del materiale bibliografico confluente al Centro.

 

Archeozoologia e culture del bronzo nell'Italia centrale
Maria Rita Palombo

Brevi note di archeozoologia per la ricostruzione dell'evolversi e del differenziarsi dei vari tipi di economia nei siti dell'età del Bronzo dell'Italia centrale. Lo sviluppo dello studio delle faune ha spesso consentito di integrare e confermare deduzioni ed ipotesi riguardanti il tipo di economia praticato in un certo sito, analogie e differenziazioni tra i siti, coevi e non, caratterizzati da condizioni geografiche e geomorfiche diverse evidenziando anche il mutare delle modalità di sfruttamento del territorio con il trascorrere dei secoli e dei millenni.

 

Intervento nella scuola elementare S. Giovanni
Sezione Paleontologia

Intervento della sezione Paleontogia nella III elementare della scuola S. Giovanni di Viterbo nell'anno scolastico 1984/85 ed alcuni risultati del questionario sottoposto agli alunni sull'approfondimento dei temi di Scienze introdotti dagli operatori del Centro di Catalogazione.

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