Stradella, Festival, 2017

Il Festival barocco "Alessandro Stradella" di Viterbo e di Nepi. Il programma dei concerti 2017

Il Festival barocco "Alessandro Stradella" di Viterbo e di Nepi nasce dalla volontà di creare un nuovo e importante polo culturale nella provincia di Viterbo unendo due prestigiose iniziative culturali presenti sul territorio.

 

Il festival barocco di Viterbo: un punto di riferimento per la musica barocca, che in più di quarant’anni di storia ha ospitato artisti di alto livello internazionale e favorito la produzione e diffusione di opere inedite, generando e consolidando nel tempo il consenso di un pubblico attento e affezionato.

 

Il festival internazionale "Alessandro Stradella" di Nepi: una giovane iniziativa nata nel 2013, ma che immediatamente ottiene il riconoscimento internazionale affermandosi come una realtà unica focalizzata sui tesori musicali di Roma e del viterbese, con un’attenzione particolare alle opere del geniale compositore nepesino Alessandro Stradella.  (Nepi, 3 aprile 1639 – Genova, 25 febbraio 1682).


Il Festival si avvale della direzione artistica di Andrea De Carlo e rappresenta una novità in ambito nazionale e internazionale. Il Festival svolge attività di ricerca, formazione, produzione, diffusione e edizione musicale. Un progetto culturale che guarda al futuro coniugando l’attenzione per l’immenso patrimonio italiano e la valorizzazione dei nuovi linguaggi e delle nuove tendenze, favorendo l’avvicinamento e la sensibilizzazione dei giovani al linguaggio barocco e alla produzione contemporanea.

 

La città universitaria di Viterbo e il territorio della Tuscia, così ricco di storia musicale per aver dato i natali a molti grandi compositori come Alessandro Stradella, Virgilio e Domenico Mazzocchi, Marco Scacchi, Tullio Cima, Domenico Massenzio, Giovanni Boschetto Boschetti oltre a molti altri, sono un terreno ideale a questo fine.

 

Il Festival è la base di "The Stradella project", un ambizioso progetto discografico dell’etichetta Arcana (Outhere) dedicato alla registrazione dell’integrale delle sue opere, e dello Stadella Y(oung)- Project, un progetto di formazione e produzione musicale finalizzato all’inserimnto dei giovani artisti nel mondo professionale.

 


I prossimi appuntamenti: 

 

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 Conferenza

mercoledì 13 settembre, ore 19:00 Nepi, Sala Nobiliare

 

La virtù in corte : Bernardo Pasquini (1637-1710)
(Lucca, Libreria Musicale Italiana, 2016)
di Arnaldo Morelli

presenta il volume prof. Valeria De Lucca ((Università di Southampton)

 


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Concerto
mercoledì 13 settembre, ore 20:30 Nepi, Duomo

 

LA VIRTÙ IN CORTE
Musiche di B. Pasquini

Luca Guglielmi, clavicembalo e organo

Ingresso gratuito/Free

 


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Concerto
giovedì 14 settembre, ore 20:30 Nepi, Chiesa di S. Tolomeo

 

CONCERTO FINALE dei docenti e degli allievi delle Masterclass
Cantate, arie con strumenti e musica strumentale di A. Stradella e altri compositori italiani del ‘600

Ingresso gratuito/Free

 


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Concerto
venerdì 15 settembre, ore 20:30 Caprarola, Scuderie Farnese

 

LA SUSANNA
Oratorio per 5 voci, 2 violini e b.c. di A. Stradella

STRADELLA Y(oung)-PROJECT

Andrea De Carlo direzione
Guillaume Bernardi mise en espace

Una produzione del Conservatorio “A. Casella” de L’Aquila, in collaborazione con il Festival Grandezze e Meraviglie di Modena, la Società di concerto Barattelli de L’Aquila, il Centro di Musica Antica delle Pietà dei Turchini di Napoli, l’Accademia d’Arte lirica di Osimo, L’Oratorio del Gonfalone di Roma


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Concerto finale
sabato 16 settembre, ore 20:30 Viterbo, Basilica di Santa Maria della Quercia

 

VIOLINO ROMANO
Musiche di A. Corelli, A. Stradella, C. A. Lonati,

IMAGINARIUM ENSEMBLE

ENRICO ONOFRI violino e direzione
ALESSANDRO PALMERI violoncello
SIMONE VALLEROTONDA arciliuto
LUCA GUGLIELMI clavicembalo

 

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CONCERTI DI ENSEMBLE GIOVANILI

martedì 12 settembre, ore 17:30 Vitorchiano Auditorium S. Agnese
giovedì 14 settembre, ore 17:30 Tuscania, Chiesa di S. Agostino

 

ENSEMBLE IL FUGGILOTIO
Musiche di Monteverdi, D’India, Frescobaldi

Letizia Pellegrino soprano
Francesca Lisetto mezzosoprano
Nicola Di Filippo tenore
Gino Nappo clavicembalo e concertazione
Ingresso gratuito/Free

 

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mercoledì 13 settembre, ore 17:30 Tuscania, Chiesa di S. Agostino
venerdì 15 settembre, ore 17:30 Viterbo, Chiesa di S. Giovanni Battista (del Gonfalone)

 

MUSICHE SACRE E MORALI
Musiche di D. Mazzocchi, V. Mazzocchi, F. Foggia

CORO JUVENILIS HARMONIA

Gino Nappo clavicembalo
Antonella Bernardi direttore

Ingresso gratuito/Free

 


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Scheda: Vita di Alessandro Stradella

(Nepi, 3 aprile 1639 – Genova, 25 febbraio 1682).


(da http://www.festivalstradella.org)


L’esistenza rocambolesca di Alessandro Stradella fin dall’Ottocento ha ispirato – e ispira tuttora – romanzi, film e opere, che ripropongono l’ideale romantico del genio maledetto, tanto più genio quanto più maledetto e spregiudicato. Allo stato attuale delle ricerche archivistiche Stradella nacque a Nepi attorno agli anni quaranta del Seicento, ma le prime testimonianze sulla vita del compositore risalgono solo agli anni cinquanta, quando la sua presenza è attestata a Roma a palazzo Lante, in cui egli e il fratello figurano come paggi e la madre vedova come dama di corte. Non si hanno notizie sulla sua formazione musicale, salvo un paio di ipotesi: potrebbe aver studiato a Roma con Ercole Bernabei (lo sostiene il musicista settecentesco Francesco Maria Veracini), o a Bologna negli anni in cui il padre Marc’Antonio era di stanza in Emilia per la guerra di Castro.

 

Di sicuro attorno ai vent’anni godeva già come compositore di una certa notorietà, dato che fu incaricato di scrivere uno dei cinque oratori in latino eseguiti nella Quaresima del 1667 presso l’oratorio romano del Crocifisso di San Marcello: è il suo primo lavoro datato che si conosca, pur non pervenuto.

 

Tuttavia, già a settembre dello stesso anno, iniziò a mettersi nei guai: fu accusato di aver tentato di maritare, per soldi, un’anziana signora con un giovane uomo, i cui parenti non gradirono. Nonostante importanti committenze private, a Roma non aveva un impiego fisso e poteva solo contare su ingaggi occasionali, che evidentemente non lo fecero desistere da altre possibilità di guadagno, non sempre lecite.

 

Si prodigò a comporre musica per occasioni celebrative della nobiltà romana, scrivendo, per esempio, il "Lamento del Tebro" (1671) per l’unione fra una Pamphilj e un Doria, la serenata «Ecco Amore che altèro risplende» per le nozze fra un’Altieri e un Colonna, e la serenata "Il duello" (1674) per l’intrattenimento di Cristina di Svezia. All’inizio degli anni settanta, con l’apertura del primo teatro pubblico romano, il Tordinona, Stradella fu coinvolto nelle sue produzioni dall’impresario Filippo Acciaioli: creò prevalentemente sezioni di cornice per repliche di opere veneziane, ovvero prologhi e intermedi, ma in un caso, il "Novello Giasone" (1671), anche arie.

 

Una dei suoi lavori oggi più celebri, l’"Oratorio San Giovanni Battista", fu composto per la Quaresima dell’anno giubilare 1675 ed eseguito nella chiesa romana di San Giovanni dei Fiorentini, all’interno di una rassegna con quattordici oratori di autori diversi.

Nell’ottobre 1676 chiese protezione e ospitalità nella Serenissima al nobile veneziano Polo Michiel, che aveva stretti contatti con l’ambiente artistico e l’aristocratico romano, dovendo

lasciare Roma per «una certa disgrazia» occorsa – così disse. Pare che, ancora una volta, avesse tentato di combinare un matrimonio, facendo sposare un nipote del cardinale Cybo niente meno che con una cortigiana e suscitando così le ire della potente famiglia del primo.

 

Di fatto, all’inizio dell’anno successivo, il 1677, era già a Venezia, dove – non pago dei precedenti – combinò l’ennesimo guaio, quello che poi diventerà leggendario. Fuggì a Torino con una pupilla del nobile Alvise Contarini, Agnese van Uffele, a cui dava lezioni di canto, e nella città sabauda i due amanti trovarono rifugio in conventi. Contarini, giunto a Torino per vendicare il sopruso e capire le intenzioni della sua pupilla, apprese che la donna voleva sposare Stradella e cercò di rassegnarsi, ma quando la tensione diplomatica si attenuò, nell’ottobre 1677 il musicista fu barbaramente aggredito in piazza San Carlo da due sicari, probabilmente al soldo dello stesso Contarini.

 

Compromessa definitivamente la sua credibilità a Torino, all’inizio dell’anno successivo, il compositore decise di trasferirsi a Genova, dove fu accolto a braccia aperte e probabilmente ospitato da uno degli esponenti più in vista dell’aristocrazia locale, Franco Imperiale Lercaro. Costui, insieme ad altri, era socio del Teatro Falcone, che divenne uno dei primi sbocchi professionali di Stradella: oltre a scrivere musica sacra, da camera e a impartire lezioni private, fu infatti incaricato di produrre un’intera stagione d’opera, quella fra il 1678 e il 1679.

 

Per l’occasione mise in musica due libretti di Nicolò Minato già intonati e rappresentati a Venezia, Il Seleuco e Muzio Scevola, da cui nacquero rispettivamente "La forza dell’amor paterno" e "Le garre dell’amor eroico"; e infine scrisse una nuova opera, di carattere comico, "Il trespolo tutore".

 

Il suo incarico al Falcone si concluse quello stesso anno, il 1679, per un passaggio di proprietà del teatro (dagli Adorno ai Durazzo) che ne cambiò la politica gestionale, ma Stradella continuò a comporre musica teatrale.

 

Nel 1681 intonò il libretto del Moro per amore del nobile poeta romano Flavio Orsini, su commissione del medesimo ma mai rappresentato, probabilmente la "Doriclea", e il "Barcheggio" per le nozze di una Brignole con uno Spinola.

 

Purtroppo non poté comporre ancora per molti mesi, perché all’inizio dell’anno successivo, il 25 febbraio 1682, fu assassinato in Piazza dei Banchi, senza che siano mai stati individuati i colpevoli e appurato il movente del delitto. Ora riposa nella chiesa genovese di Santa Maria delle Vigne.
(Fonte Andrea Garavaglia)

 


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(lunedì 28 agosto 2017 - aggiornata mercoledì 13 settembre)

 

a cura dell'Ufficio relazioni con il pubblico; urp@provincia.vt.it

 

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